Contratti a canone concordato: scegliere correttamente tra 3+2, transitorio e studenti

Quando la scelta del contratto diventa una decisione professionale
Nel canone concordato non esiste un solo contratto. A Roma, nella pratica, le situazioni più frequenti riguardano il contratto agevolato 3+2, il contratto transitorio e il contratto per studenti universitari. La differenza non è solo nella durata: cambiano i presupposti, i modelli da utilizzare, la documentazione da acquisire e il modo in cui il contratto deve essere coerente con l’Accordo Territoriale.
Questa guida nasce per aiutare proprietari, conduttori, studenti, agenzie immobiliari e professionisti a capire quale tipologia contrattuale utilizzare prima di predisporre il contratto e richiedere l’asseverazione.
Devi applicare il canone concordato a un caso concreto?
ISY Servizi Professionali assiste nella scelta della tipologia contrattuale, nel calcolo del canone, nella verifica dell’Accordo Territoriale e nell’asseverazione del contratto a canone concordato, online o presso i nostri uffici di Roma.
La pagina è parte del cluster ISY dedicato al canone concordato. Per il quadro generale puoi consultare la pagina madre sul canone concordato a Roma, mentre per i profili tecnici puoi approfondire l’Accordo Territoriale di Roma, il calcolo del canone e la cedolare secca al 10%.
Le tre tipologie principali di contratto a canone concordato
La scelta del contratto parte da una domanda semplice: quale esigenza abitativa deve regolare il rapporto? Se l’immobile è destinato ad abitazione stabile, normalmente si guarda al 3+2. Se l’esigenza è temporanea e documentabile, si può valutare il transitorio. Se il conduttore è uno studente universitario fuori sede o comunque rientra nei presupposti previsti, può essere utilizzato il contratto studenti.
| Tipologia | Durata ordinaria | Quando si usa | Attenzione principale |
|---|---|---|---|
| 3+2 | 3 anni + 2 | Abitazione principale o stabile | Durata, rinnovo e canone coerenti con l’Accordo |
| Transitorio | da 1 a 18 mesi | Esigenza temporanea reale | Il motivo deve esistere e risultare dal contratto |
| Studenti universitari | da 6 a 36 mesi | Studenti fuori sede, iscritti a corsi universitari o percorsi assimilabili | Serve documentazione coerente con lo status di studente |
Come scegliere il contratto corretto: schema decisionale
Percorso pratico di scelta
- Il conduttore userà stabilmente l’immobile come abitazione? Di norma si valuta il contratto 3+2.
- Il conduttore è uno studente universitario fuori sede? Si valuta il contratto studenti, acquisendo documentazione.
- Esiste un’esigenza temporanea reale del locatore o del conduttore? Si valuta il transitorio.
- Non c’è un presupposto chiaro per studenti o transitorio? La soluzione più prudente è normalmente il 3+2.
Questo schema non sostituisce la verifica del caso concreto. Serve però a evitare l’errore più comune: scegliere la tipologia contrattuale partendo dalla durata desiderata e non dal presupposto giuridico effettivo.
Contratto a canone concordato 3+2
Il contratto 3+2 è la forma più utilizzata quando l’immobile viene concesso come abitazione stabile. È spesso la soluzione più sicura quando non esiste un presupposto temporaneo specifico o quando il conduttore non rientra nella disciplina dei contratti per studenti.
La durata minima tipica è di tre anni, con rinnovo di due anni, salvo le ipotesi previste dalla legge. A Roma il canone deve essere determinato secondo le regole dell’Accordo Territoriale, e l’asseverazione assume un ruolo importante ai fini della corretta fruizione delle agevolazioni fiscali.
Contratto transitorio a canone concordato
Il contratto transitorio non è un contratto breve da utilizzare liberamente. È uno strumento pensato per regolare situazioni temporanee reali, collegate a esigenze del locatore o del conduttore. La temporaneità deve essere concreta, indicata nel contratto e coerente con la documentazione disponibile.
Nella pratica professionale il transitorio è una delle aree più delicate: spesso viene richiesto per prudenza, per “provare” l’inquilino, per evitare un rapporto lungo o perché l’immobile potrebbe servire in futuro. Queste ragioni, da sole, non sempre sono sufficienti.
Contratto a canone concordato per studenti universitari
A Roma il contratto per studenti universitari è particolarmente rilevante per la presenza di grandi università, corsi di specializzazione, master, dottorati e studenti fuori sede italiani o stranieri. Tuttavia non ogni locazione a un giovane o a una persona che “intende studiare” può essere qualificata come contratto studenti.
Il presupposto deve essere verificabile al momento della stipula. È quindi importante acquisire documentazione sull’iscrizione, sulla sede del corso e sulla condizione del conduttore, evitando di utilizzare un modello studenti quando il rapporto ha in realtà una diversa natura.
Casi pratici: quale contratto scegliere nelle situazioni più frequenti
I casi seguenti riproducono situazioni ricorrenti nella pratica professionale. Ogni esempio ha finalità generale: la soluzione concreta richiede sempre la verifica della documentazione, del canone, della durata e del modello contrattuale applicabile.
Caso pratico n. 1: coppia che usa l’immobile come abitazione stabile
Una coppia trasferisce la residenza a Roma e cerca un appartamento da utilizzare come abitazione principale. Il proprietario vorrebbe applicare il canone concordato per ottenere un regime fiscale più favorevole, ma non ha esigenze particolari di rientro nell’immobile e non vi sono elementi di temporaneità.
In una situazione di questo tipo la soluzione naturale è normalmente il contratto 3+2. Il rapporto non nasce per coprire un bisogno provvisorio, né è collegato alla frequenza di un corso universitario. La scelta del 3+2 è coerente con l’uso stabile dell’immobile e consente di applicare il canone determinato secondo l’Accordo Territoriale.
Soluzione operativa: verificare zona, superficie convenzionale, fascia, parametri dell’immobile, predisporre il modello corretto e procedere all’asseverazione se si intende accedere correttamente alle agevolazioni collegate al canone concordato.
Errore da evitare: usare un contratto transitorio solo perché il proprietario preferisce “non impegnarsi troppo”.
Caso pratico n. 2: il proprietario vuole un contratto di due anni
Il proprietario vorrebbe affittare l’appartamento per due anni, perché non sa ancora se il figlio tornerà a vivere a Roma. Il conduttore, però, cerca una casa stabile e non ha una necessità temporanea documentata.
Il fatto che il proprietario preferisca una durata più breve non basta, da solo, a trasformare il rapporto in transitorio. Occorre verificare se esiste una reale esigenza temporanea del locatore, attuale e coerente con la disciplina applicabile. Se l’esigenza è solo eventuale o generica, il contratto transitorio può essere fragile.
Soluzione operativa: se il proprietario dispone di elementi concreti e documentabili sulla futura necessità dell’immobile, si può valutare il transitorio; in mancanza, il 3+2 è normalmente la forma più prudente.
Errore da evitare: indicare nel contratto una temporaneità solo formale, non supportata da fatti concreti.
Caso pratico n. 3: il proprietario vuole “provare” l’inquilino
Una richiesta molto comune è: “Vorrei fare un transitorio di dodici mesi, così vedo come va con l’inquilino”. È una motivazione comprensibile sul piano pratico, ma non coincide necessariamente con una esigenza transitoria prevista dalla disciplina dei contratti a canone concordato.
Il contratto transitorio non serve a testare il conduttore. Serve a regolare una situazione abitativa temporanea. Se il conduttore intende vivere stabilmente nell’immobile e il proprietario non ha un motivo temporaneo effettivo, l’utilizzo del transitorio può essere contestabile.
Soluzione operativa: valutare un 3+2 correttamente predisposto, con attenzione alle clausole consentite, alle garanzie e alla gestione del rapporto.
Errore da evitare: confondere la prudenza commerciale con il presupposto giuridico della transitorietà.
Caso pratico n. 4: conduttore trasferito a Roma per lavoro per nove mesi
Un lavoratore viene inviato a Roma dalla propria azienda per un progetto di nove mesi. Ha già un’abitazione in un’altra città e cerca un alloggio temporaneo vicino alla sede di lavoro. In questo caso l’esigenza temporanea è del conduttore ed è collegata a un fatto specifico.
Questa è una delle situazioni in cui il contratto transitorio può essere valutato seriamente, purché la temporaneità venga descritta correttamente nel contratto e supportata dalla documentazione disponibile.
Soluzione operativa: acquisire lettera aziendale, contratto di lavoro, incarico o altra documentazione idonea, indicare l’esigenza nel contratto e verificare canone e modello secondo l’Accordo.
Errore da evitare: limitarsi a scrivere “esigenza temporanea di lavoro” senza conservare elementi documentali.
Caso pratico n. 5: casa da vendere tra dodici mesi
Il proprietario intende vendere l’immobile e vuole affittarlo per un breve periodo mentre conclude la trattativa. La vendita non è ancora certa: esiste solo l’intenzione di mettere l’appartamento sul mercato.
La situazione va valutata con cautela. Un conto è avere elementi concreti e documentati, un altro è una generica intenzione futura. La transitorietà del locatore deve essere reale e descritta in modo coerente.
Soluzione operativa: verificare se ci sono incarichi di vendita, trattative, necessità familiari o altri documenti che rendano concreto il presupposto. In mancanza, meglio non forzare il transitorio.
Errore da evitare: usare il transitorio perché “forse venderò casa”.
Caso pratico n. 6: studente non ancora iscritto all’università
Molto spesso viene richiesto un contratto studenti da giovani che dichiarano di volersi trasferire a Roma per studiare, ma che al momento della firma non risultano ancora iscritti a un corso universitario. A volte hanno solo presentato domanda, altre volte stanno valutando quale ateneo scegliere.
Il contratto studenti non è un contratto per chi “ha l’idea” di studiare a Roma. Il presupposto deve esistere al momento della stipula e deve poter essere documentato. La giovane età o la provenienza da un’altra città non sono sufficienti.
Soluzione operativa: richiedere documentazione di iscrizione o altro titolo idoneo. Se il presupposto non è ancora presente, valutare un diverso contratto o attendere il perfezionamento dell’iscrizione.
Errore da evitare: utilizzare il modello studenti in assenza di una posizione universitaria già verificabile.
Caso pratico n. 7: studente Erasmus o studente straniero
Uno studente straniero arriva a Roma per un semestre universitario. Il proprietario teme che, non essendo italiano, non possa essere utilizzato il contratto studenti o che serva necessariamente un contratto transitorio generico.
Il punto non è la nazionalità del conduttore, ma il collegamento con l’attività di studio e la documentazione disponibile. Se lo studente è inserito in un percorso universitario e può documentarlo, il contratto studenti può essere valutato.
Soluzione operativa: acquisire attestazione dell’università, documentazione Erasmus o certificazione del percorso di studio, verificare durata e modello applicabile.
Errore da evitare: scegliere il transitorio solo perché lo studente resta pochi mesi, senza valutare il contratto studenti.
Caso pratico n. 8: master, dottorato o scuola di specializzazione
Un laureato si trasferisce a Roma per frequentare un master o una scuola di specializzazione. Non è più uno studente universitario “classico” nel senso comune, ma il percorso formativo è reale e documentabile.
In questi casi occorre verificare se il corso rientra tra quelli idonei a giustificare la tipologia studenti. La soluzione non può essere automatica, ma non va esclusa solo perché il conduttore non frequenta una laurea triennale o magistrale.
Soluzione operativa: esaminare il tipo di corso, l’ente che lo eroga, la durata, la sede e la documentazione di iscrizione.
Errore da evitare: ragionare solo per età del conduttore o denominazione del corso, senza verificare il presupposto documentale.
Caso pratico n. 9: giovane lavoratore che frequenta un corso privato
Un giovane lavoratore si trasferisce a Roma e frequenta un corso privato serale. Chiede un contratto studenti perché “sta studiando” e perché il canone concordato risulta conveniente.
Questa è una situazione diversa da quella dello studente universitario. Bisogna distinguere tra attività formativa generica e presupposto richiesto per il contratto studenti. Non ogni corso consente di utilizzare quel modello.
Soluzione operativa: se il presupposto studenti manca, valutare il 3+2 o, se esiste una vera temporaneità documentata, il transitorio.
Errore da evitare: equiparare qualunque attività di studio a un corso universitario rilevante.
Caso pratico n. 10: affitto a più studenti con stanze separate
Il proprietario intende affittare tre stanze dello stesso appartamento a studenti diversi, con contratti separati e durate non sempre coincidenti. La domanda più frequente è se si possa usare un unico schema o se servano contratti distinti.
Quando si affittano porzioni dell’immobile occorre verificare con attenzione superficie, ripartizione del canone, parti comuni, documentazione degli studenti e coerenza dei singoli rapporti. La gestione è più delicata rispetto a un contratto unico sull’intero appartamento.
Soluzione operativa: predisporre contratti coerenti con le singole stanze, calcolare correttamente il canone riferibile alle porzioni locate e conservare la documentazione di ciascun conduttore.
Errore da evitare: dividere liberamente il canone complessivo senza un criterio coerente con l’immobile e l’Accordo.
Caso pratico n. 11: locazione a una società per un dipendente
Una società vuole prendere in locazione l’immobile per ospitare temporaneamente un proprio dirigente o dipendente a Roma. Il proprietario chiede se possa utilizzare un contratto a canone concordato.
La locazione a una società richiede particolare cautela perché bisogna verificare il soggetto contraente, l’uso effettivo dell’immobile, la durata e la compatibilità con la tipologia contrattuale scelta. Non basta che l’immobile venga utilizzato da una persona fisica come abitazione.
Soluzione operativa: esaminare lo schema contrattuale, la destinazione dell’immobile, il rapporto tra società e utilizzatore e il regime fiscale applicabile.
Errore da evitare: trattare automaticamente la società come se fosse un normale conduttore persona fisica.
Caso pratico n. 12: contratto inferiore a 30 giorni
Il proprietario vuole affittare l’immobile per venti giorni e chiede se debba usare il canone concordato o un modello 3+2 “ridotto”. In realtà una locazione inferiore a trenta giorni segue logiche diverse rispetto ai contratti abitativi a canone concordato.
Qui il tema può intrecciarsi con le locazioni brevi, la tassa di soggiorno, gli adempimenti turistici e la fiscalità. Non siamo davanti a un contratto transitorio a canone concordato solo perché la durata è breve.
Soluzione operativa: verificare se si tratta di locazione breve, locazione turistica o altra fattispecie, e valutare gli adempimenti specifici. Per questo tema puoi consultare anche la pagina sulle locazioni brevi a Roma.
Errore da evitare: usare il contratto transitorio per qualunque rapporto sotto i 30 giorni.
Caso pratico n. 13: il proprietario vuole mantenere libero l’immobile per il figlio
Il proprietario pensa che il figlio potrebbe trasferirsi a Roma tra un anno, ma non c’è ancora una decisione concreta. Vorrebbe quindi un contratto transitorio per non vincolarsi.
La possibilità che in futuro l’immobile possa servire a un familiare deve essere valutata in modo concreto. La temporaneità non può essere fondata su un’ipotesi vaga o su una preferenza personale.
Soluzione operativa: se esiste una circostanza concreta e documentabile, si può valutare il transitorio; altrimenti occorre considerare il 3+2 e gestire correttamente eventuali esigenze future secondo le regole ordinarie.
Errore da evitare: confondere la volontà di mantenere flessibilità con un vero presupposto transitorio.
Caso pratico n. 14: conduttore in attesa di acquistare casa
Il conduttore ha firmato un preliminare di acquisto e cerca un appartamento a Roma per alcuni mesi, in attesa del rogito e della consegna del nuovo immobile. In questo caso l’esigenza temporanea può essere più concreta.
La soluzione transitoria può essere valutata, ma occorre documentare il collegamento tra la durata del contratto e l’esigenza abitativa temporanea. La durata deve essere coerente con i tempi prevedibili dell’acquisto.
Soluzione operativa: acquisire documenti relativi all’acquisto, verificare la durata e indicare correttamente l’esigenza nel contratto.
Errore da evitare: stipulare un transitorio senza collegarlo a un fatto verificabile.
Caso pratico n. 15: contratto già firmato con modello sbagliato
Capita spesso che le parti arrivino dopo aver già firmato un modello scaricato online, magari indicato come “contratto a canone concordato”, ma non coerente con la tipologia realmente scelta o con l’Accordo Territoriale di Roma.
In questi casi non basta calcolare il canone. Bisogna verificare se il testo contrattuale è coerente, se contiene gli elementi necessari e se la tipologia indicata corrisponde alla situazione reale.
Soluzione operativa: prima della registrazione o dell’asseverazione, far verificare il contratto e correggere eventuali incongruenze.
Errore da evitare: ritenere che il canone corretto basti a rendere corretto l’intero contratto.
Caso pratico n. 16: canone corretto ma contratto non coerente
Il proprietario ha calcolato correttamente il canone, ma ha utilizzato clausole non coerenti con il modello previsto o ha indicato una durata non compatibile con la tipologia contrattuale scelta.
La conformità non riguarda solo il numero finale del canone. Riguarda anche il contenuto economico e normativo del contratto, la durata, le clausole e gli allegati necessari.
Soluzione operativa: verificare il contratto nel suo complesso, non solo il calcolo. È qui che il servizio di asseverazione del canone concordato assume valore pratico.
Errore da evitare: concentrarsi soltanto sul valore mensile dell’affitto.
Caso pratico n. 17: cedolare secca al 10% e tipologia contrattuale errata
Il proprietario vuole applicare la cedolare secca al 10% e sceglie il canone concordato solo per ottenere il vantaggio fiscale. Tuttavia il contratto utilizzato non è coerente con il caso concreto.
Il beneficio fiscale non può essere il punto di partenza esclusivo. Prima bisogna verificare che il contratto sia corretto, che il canone rientri nei parametri e che vi siano i presupposti della tipologia scelta.
Soluzione operativa: partire dalla situazione reale, scegliere il contratto corretto e solo dopo valutare il regime fiscale. Per approfondire puoi leggere la pagina sulla cedolare secca nel canone concordato.
Errore da evitare: inseguire il vantaggio fiscale senza costruire correttamente il contratto.
Caso pratico n. 18: famiglia con esigenza abitativa non temporanea
Una famiglia si trasferisce a Roma per lavoro, iscrive i figli a scuola e cerca una casa in cui vivere stabilmente. Il proprietario propone un transitorio di 18 mesi perché preferisce non impegnarsi per un 3+2.
La situazione concreta indica un’esigenza abitativa stabile. Anche se il proprietario preferisce una durata più breve, il transitorio non sembra la scelta naturale se manca una temporaneità effettiva.
Soluzione operativa: valutare il 3+2, calcolare correttamente il canone e predisporre un contratto coerente con l’uso dell’immobile.
Errore da evitare: usare il transitorio quando tutti gli elementi indicano un rapporto abitativo stabile.
Documenti da verificare prima di scegliere il contratto
La scelta della tipologia contrattuale deve essere accompagnata da una verifica documentale. In linea generale occorre raccogliere i dati delle parti, i dati catastali, la documentazione dell’immobile, l’APE, il modello contrattuale corretto e, nei contratti transitori o studenti, la documentazione che giustifica il presupposto specifico.
- documenti e codici fiscali di locatore e conduttore;
- dati catastali e documentazione dell’immobile;
- APE e informazioni su dotazioni e caratteristiche dell’unità;
- documentazione dell’esigenza temporanea, se si valuta il transitorio;
- documentazione universitaria, se si valuta il contratto studenti;
- calcolo del canone secondo l’Accordo Territoriale;
- contratto conforme alla tipologia scelta.
Errori frequenti nella scelta del contratto
- scegliere il transitorio solo per ridurre la durata;
- usare il contratto studenti senza documentazione di iscrizione;
- confondere locazione breve e contratto transitorio;
- calcolare correttamente il canone ma usare un modello non coerente;
- non indicare correttamente l’esigenza temporanea;
- non verificare il rapporto tra durata, canone e tipologia contrattuale;
- richiedere la cedolare secca al 10% senza controllare prima la conformità del contratto.
Domande frequenti sui contratti a canone concordato
Il contratto 3+2 è sempre la scelta più sicura?
È spesso la scelta più prudente quando l’immobile è destinato ad abitazione stabile e non esistono presupposti documentati per transitorio o studenti. Non significa però che sia sempre la migliore: occorre valutare il caso concreto.
Il contratto transitorio può durare 18 mesi?
La durata può arrivare fino a 18 mesi, ma il punto decisivo non è solo la durata. Serve una reale esigenza temporanea, coerente e documentabile.
Il contratto studenti può essere usato con uno studente Erasmus?
Può essere valutato se esiste un collegamento documentabile con un percorso universitario o assimilabile. La documentazione è fondamentale.
Serve sempre l’asseverazione?
Per i contratti a canone concordato non assistiti, l’attestazione/asseverazione è rilevante per dimostrare la conformità all’Accordo e per l’accesso corretto alle agevolazioni fiscali. Per il servizio operativo consulta la pagina Asseverazione Canone Concordato Roma.
Posso usare un modello scaricato online?
Un modello generico può non essere coerente con l’Accordo Territoriale di Roma o con la tipologia scelta. Prima della firma è opportuno verificare durata, clausole, documentazione e canone.
Servizio coordinato e supervisionato dai professionisti ISY

Dott.ssa Mariacarla D’Amico
Commercialista, Revisore Legale e Amministratore ISY. Coordina i profili fiscali, operativi e di calcolo connessi ai contratti a canone concordato.

Avv. Roberto De Santis
Avvocato patrocinante in Cassazione. Supervisiona i profili contrattuali, locatizi e giuridici collegati alla corretta scelta della tipologia contrattuale.
ISY Servizi Professionali è società certificata ISO 9001:2015. Il servizio di scelta, predisposizione, verifica e asseverazione dei contratti a canone concordato è coordinato e supervisionato da professionisti abilitati.
📅 Ultimo aggiornamento del contenuto: 29 giugno 2026
Le informazioni riportate hanno finalità generale e devono essere valutate in relazione al caso concreto.