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Locazione Canone Concordato Torino:
Calcolo - Contratto - Registrazione
Accordo Territoriale 2024 - Servizio Online

Asseverazione canone concordato Torino

Offriamo un servizio completo per il calcolo, la verifica e l’asseverazione dei contratti di locazione a canone concordato a Torino, con possibilità di assistenza anche per la redazione del contratto e per la registrazione telematica presso l’Agenzia delle Entrate.

L’intera procedura è gestita completamente online, con affidamento diretto a personale altamente qualificato e un rapporto diretto con il cliente, garantendo un’assistenza continuativa e riscontri immediati tramite email, telefono e chat.
Tutti gli adempimenti sono gestiti in modalità telematica, con concreti vantaggi in termini di rapidità, semplicità operativa e riduzione dei tempi, senza necessità di spostamenti o appuntamenti in presenza, salvo la volontà di confronto diretto in videocall o presso la nostra sede di Roma.
Il cliente invia la documentazione via email, riceve le indicazioni operative e viene seguito in ogni fase: dalla verifica del canone alla predisposizione della pratica e, ove richiesto, alla registrazione del contratto.
La pratica è supervisionata da una struttura composta da avvocati e commercialisti partner, con controllo interno dei profili fiscali, contrattuali e documentali, così da garantire maggiore affidabilità e sicurezza nella gestione dell’operazione.

Il canone concordato nel Comune di Torino è disciplinato dall’Accordo Territoriale del 06/12/2022, aggiornato al 15/04/2024 e in vigore dal 01/05/2024. L’accordo individua le aree omogenee, le microzone di pregio, i valori minimi e massimi in euro mensili per metro quadrato utile, le sottofasce qualitative e le regole applicabili ai contratti agevolati, transitori e per studenti universitari.

Il sistema torinese prevede una suddivisione del territorio in quattro aree omogenee — Centro, Semicentro, Periferia e Collinare — con specifiche microzone di pregio e valori tabellari mensili €/mq, nonché criteri tecnici puntuali per la determinazione del canone, tra cui:

  • superficie utile convenzionale dell’immobile
  • area omogenea, eventuale microzona di pregio e sottofascia qualitativa
  • maggiorazioni e riduzioni per durata, dimensione, energia, arredo, dotazioni e clausole contrattuali
  • disciplina specifica per contratti transitori, studenti universitari e locazioni parziali

Per questo motivo, il calcolo corretto del canone e la verifica di conformità richiedono un’analisi tecnica puntuale basata sulle regole specifiche dell’accordo locale.

Perché scegliere ISY per Torino

  • Verifica secondo l’Accordo Territoriale Torino 2024
  • Controllo della zona e dei valori minimi/massimi applicabili
  • Valutazione delle caratteristiche dell’immobile e delle sottofasce
  • Assistenza su contratti 3+2, transitori e studenti universitari
  • Servizio online con invio documenti via email
  • Affidamento ad unico referente con contatto diretto
  • Supervisione di avvocati e commercialisti partner
  • Prezzi chiari e predeterminati
  • Possibilità di registrazione telematica del contratto

Costo asseverazione canone concordato Torino

I prezzi del servizio sono gli stessi già applicati per le altre città in cui operiamo. Il costo del servizio per il rilascio dell’asseverazione di un contratto a canone concordato relativo al Comune di Torino è pari a € 150,00 iva compresa, qualora fosse necessaria la doppia asseverazione andrà aggiunto un costo ulteriore pari a 30 euro.

Qualora sia richiesto anche un supporto qualificato per la compilazione o redazione del contratto di locazione, è previsto un costo aggiuntivo pari a € 50,00. La registrazione telematica può essere gestita su richiesta.
Tutti i prezzi sotto esposti si intendono comprensivi di IVA.

SERVIZIOPREZZO
Attestazione e calcolo Canone Concordato Torino€ 150,00
Attestazione, calcolo e registrazione telematica€ 180,00
Assistenza base compilazione e redazione contratto€ 50,00
Gestione singola pratica telematica presso l’Agenzia delle Entrate
(es. registrazione, recesso anticipato, modifica del canone)
€ 73,20

Accordo Territoriale Torino 2024: cosa cambia per il canone concordato

L’Accordo Territoriale del Comune di Torino del 06/12/2022, aggiornato al 15/04/2024 e in vigore dal 01/05/2024, disciplina i contratti abitativi agevolati, i contratti transitori e i contratti per studenti universitari, in attuazione della legge n. 431/1998 e del D.M. 16 gennaio 2017.

Uno degli aspetti più rilevanti dell’accordo torinese è la zonizzazione del territorio comunale: il Comune è suddiviso in quattro aree omogenee — area 1 Centro, area 2 Semicentro, area 3 Periferia e area 4 Collinare — con specifiche microzone di pregio nell’area Centro, nell’area Semicentro e nell’area Collinare. Per ciascuna area sono previsti valori minimi e massimi mensili per metro quadrato utile, che costituiscono la base di partenza per la determinazione del canone.

Il calcolo non si limita alla sola zona. Occorre determinare la superficie utile convenzionale, verificare le caratteristiche dell’unità immobiliare, individuare la sottofascia corretta, controllare le eventuali maggiorazioni o riduzioni e verificare se ricorre una fattispecie che richiede attestazione bilaterale. Per questo motivo, una simulazione online è utile come primo orientamento, ma la verifica finale deve essere condotta sulla documentazione effettiva dell’immobile.


Come si calcola il canone concordato a Torino

Il calcolo del canone concordato a Torino segue un percorso tecnico articolato. In sintesi, occorre individuare la zona dell’immobile secondo la zonizzazione comunale, determinare la superficie utile convenzionale ai fini del calcolo, consultare i valori minimi e massimi della zona, valutare le caratteristiche dell’immobile e collocarlo nella corretta sottofascia. Solo dopo questi passaggi si applicano le eventuali maggiorazioni per arredo, durata superiore, immobili vincolati o altre condizioni previste.

  • zona dell’immobile e tabella valori dell’Accordo Territoriale;
  • superficie utile convenzionale;
  • numero di elementi e caratteristiche dell’unità immobiliare;
  • eventuale arredo, cucina completa, classe energetica e ulteriori maggiorazioni/riduzioni;
  • tipologia contrattuale: 3+2, transitorio, studenti, porzione di immobile;
  • verifica finale del canone minimo e massimo ammesso.

Questo rende il sistema torinese diverso da quello di altre città. Non è sufficiente sostituire il nome della città in un modello standard: la pratica deve tenere conto delle regole locali, dell’elenco viario, delle microzone di pregio e dei valori specifici dell’Accordo Territoriale Torino 2024.


Zone, valori e sottofasce dell’Accordo Territoriale di Torino

L’accordo torinese utilizza tabelle di valori per area e sottofascia. Ogni area ha un valore minimo e un valore massimo, espressi in euro mensili per metro quadrato utile. La collocazione dell’immobile nell’area corretta, anche tramite elenco viario, è quindi il primo passaggio fondamentale, perché da tale dato discende l’intervallo economico entro cui dovrà essere determinato il canone.

All’interno della fascia di zona l’accordo prevede poi tre sottofasce, collegate al punteggio e agli elementi oggettivi dell’unità immobiliare. Tra gli elementi considerati vi sono, tra gli altri, impianto di riscaldamento, ascensore, servizi igienici, balconi, doppi vetri, esposizione, stato manutentivo, pertinenze e ulteriori dotazioni indicate nella scheda tecnica allegata all’accordo.

La corretta compilazione della scheda tecnica è essenziale: una caratteristica indicata in modo improprio può alterare il risultato del calcolo e determinare un canone non conforme. Per questo, nella nostra procedura il dato inserito viene verificato alla luce della documentazione disponibile e delle informazioni fornite dalle parti.


Superficie, arredo e maggiorazioni nel calcolo del canone a Torino

L’Accordo Territoriale di Torino disciplina in modo specifico la superficie utile convenzionale da utilizzare per il calcolo: abitazione al 100%, box all’80%, cantine, soffitte, balconi e terrazze al 25%, aree scoperte ad uso esclusivo al 10% entro il limite della superficie dell’alloggio, e mansarde conteggiate al 100% sopra 1,60 metri e al 25% sotto tale altezza.

Per gli alloggi di minore dimensione l’accordo prevede specifiche maggiorazioni del canone: fino a 41 mq, oltre 41 e fino a 51 mq, e oltre 51 e fino a 67 mq. Sono inoltre previste ulteriori maggiorazioni o riduzioni in presenza di condizioni specifiche, tra cui nuova costruzione, ristrutturazione, classe energetica, arredo, assenza di deposito cauzionale o particolari clausole contrattuali.

Anche l’arredo incide sulla determinazione del canone: il tool Torino considera, tra le altre voci, l’alloggio completamente arredato, la cucina completa e l’arredo acquistato negli ultimi cinque anni per importi significativi. Non basta quindi indicare genericamente che l’appartamento è arredato: occorre verificare se le condizioni dichiarate sono documentabili e coerenti con l’accordo.


Durata del contratto: 3+2, transitorio e studenti a Torino

Per i contratti abitativi agevolati ordinari, la formula più utilizzata è il contratto 3+2. L’Accordo Territoriale di Torino disciplina però anche ipotesi di durata superiore, con specifiche maggiorazioni percentuali del canone quando il primo periodo contrattuale supera i tre anni.

I contratti transitori ordinari hanno una durata massima di 18 mesi e devono essere giustificati da specifiche esigenze del locatore o del conduttore. Per gli studenti universitari, l’accordo disciplina i contratti transitori destinati a studenti iscritti a corsi universitari, master, dottorati, specializzazioni o percorsi analoghi, con durata compresa tra sei mesi e tre anni.


Calcolo gratuito online del canone concordato Torino

Per agevolare proprietari, conduttori, agenzie immobiliari e professionisti abbiamo predisposto un programma gratuito per il calcolo del canone concordato a Torino, pensato come primo strumento di orientamento sulla base dell’Accordo Territoriale Torino 2024.

Il risultato del tool ha valore indicativo: consente di ottenere una stima rapida e ragionata, ma non sostituisce la verifica documentale, la corretta compilazione della scheda tecnica e l’eventuale attestazione di conformità rilasciata secondo le modalità previste dall’accordo.


Documenti necessari per ottenere l’asseverazione a Torino

Per procedere correttamente è necessario raccogliere la documentazione utile a verificare zona, superficie, caratteristiche dell’immobile e conformità del contratto. In linea generale sono richiesti:

  • dati catastali dell’immobile, preferibilmente tramite visura catastale aggiornata;
  • informazioni sulla zona dell’immobile e sulle caratteristiche rilevanti ai fini della scheda tecnica;
  • documenti di identità e codici fiscali di locatore e conduttore;
  • Attestato di Prestazione Energetica, se disponibile o necessario per la pratica;
  • contratto di locazione conforme al modello previsto dall’accordo territoriale applicabile;
  • eventuale documentazione relativa ad arredo, pertinenze, interventi o caratteristiche dichiarate;
  • modulistica privacy e conferimento incarico.

Che cos’è il contratto a canone concordato

Il contratto a canone concordato è un contratto di locazione abitativa in cui il canone non viene stabilito liberamente dalle parti, ma deve rientrare nei valori previsti dall’accordo territoriale sottoscritto dalle organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori maggiormente rappresentative.

A fronte del rispetto di tali regole, il locatore può accedere a un regime fiscale agevolato, tra cui, in presenza dei presupposti, la cedolare secca al 10% e le ulteriori agevolazioni previste dalla normativa e dalle delibere locali.


Perché conviene il canone concordato a Torino

Vantaggi per il proprietario

  • Cedolare secca al 10%: tassazione fortemente ridotta rispetto all’aliquota ordinaria (21% o scaglioni IRPEF).
  • Riduzione IMU: l’imposta municipale è ridotta del 25% rispetto all’aliquota ordinaria prevista dal Comune.
  • Agevolazioni IRPEF (in regime ordinario): in assenza di cedolare secca, il reddito imponibile derivante dalla locazione è ridotto del 30%.
  • Imposta di registro agevolata: se non si opta per la cedolare secca, la base imponibile è ridotta al 70% del canone annuo.

Vantaggi per l’inquilino

  • Canone calmierato: l’importo è determinato sulla base di parametri oggettivi stabiliti dagli accordi territoriali ed è generalmente inferiore ai valori di mercato.
  • Maggiore stabilità del canone: in caso di cedolare secca, il canone non è soggetto ad aggiornamenti ISTAT; negli altri casi, gli aggiornamenti sono comunque limitati (di norma al 75%).
  • Contratti standard e più tutelanti: vengono utilizzati modelli ministeriali che garantiscono equilibrio tra le parti e riducono il rischio di clausole non corrette.
  • Detrazioni fiscali: l’inquilino può beneficiare di specifiche detrazioni IRPEF se l’immobile è adibito ad abitazione principale, variabili in base al reddito.
  • Chiarezza sulle spese: la ripartizione degli oneri accessori è definita dalla tabella ministeriale allegata al decreto, riducendo contestazioni tra locatore e conduttore.

Normativa e attestazione di conformità

La disciplina dei contratti a canone concordato deriva dalla legge n. 431/1998 e dal D.M. 16 gennaio 2017. Gli accordi territoriali definiscono, per ciascun Comune, i criteri per la determinazione del canone e le modalità di attestazione della conformità del contratto.

Per i contratti non assistiti, l’attestazione assume particolare rilievo perché certifica la rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all’accordo locale. A Torino, l’Accordo Territoriale 2024 contiene una disciplina specifica sulle modalità di attestazione, sulla scheda tecnica e sulla documentazione da utilizzare.


Locazione di porzioni di immobile e stanze a Torino

L’accordo disciplina anche l’ipotesi di locazione di porzioni di immobile. In questi casi il canone dell’intero appartamento rappresenta il limite complessivo di riferimento e il canone delle singole porzioni deve essere determinato in proporzione alla superficie concessa in uso esclusivo, tenendo conto anche delle parti comuni utilizzate dai conduttori.


Ottieni un preventivo personalizzato

Puoi richiedere assistenza per il canone concordato a Torino inviando la documentazione o descrivendo la situazione dell’immobile. Verificheremo la tipologia contrattuale più adatta, la documentazione necessaria e il percorso operativo per calcolo, asseverazione ed eventuale registrazione telematica.


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Canone Concordato Torino: domande frequenti

Il contratto di locazione a canone concordato è una formula di affitto in cui il prezzo non è deciso liberamente dal proprietario, ma stabilito entro limiti fissati da accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini. Questi accordi tengono conto della zona, delle caratteristiche e dello stato dell’immobile, garantendo così un canone più equilibrato rispetto al mercato libero.

Si tratta di una soluzione vantaggiosa per entrambe le parti: l’inquilino beneficia di un affitto più contenuto e di maggiori tutele, mentre il proprietario può usufruire di agevolazioni fiscali, come una tassazione ridotta e sconti su imposte comunali. Il contratto ha generalmente una durata di tre anni più due di rinnovo automatico e deve rispettare i parametri stabiliti localmente per essere valido.

Per ottenere un contratto a canone concordato bisogna rivolgersi a un’associazione di proprietari o inquilini firmataria degli Accordi del Comune di riferimento, così da ottenere sia il calcolo del canone a cui affittare l'immobile, sia l’attestazione (asseverazione) per ottenere tutti i benefici fiscali connessi.

La registrazione di un contratto a canone concordato non prevede alcun costo per l'imposta di registro e l'imposta di bollo, in quanto rientra tra le agevolazioni per chi opta per la cedolare secca. È possibile optare per la cedolare secca sia alla registrazione del contratto sia negli anni successivi, in caso di affitti pluriennali. Quando l’opzione non viene esercitata all’inizio, la registrazione segue le regole ordinarie: è importante, pertanto, selezionare l'opzione giusta in fase di registrazione.

A Torino il calcolo parte dall’individuazione dell’area omogenea dell’immobile: Centro, Semicentro, Periferia o Collinare, con verifica dell’eventuale microzona di pregio indicata nell’elenco viario. I valori dell’Accordo sono espressi in euro mensili per metro quadrato utile e sono articolati in sottofasce.

Dopo aver individuato la zona, occorre determinare la superficie utile convenzionale, verificare gli elementi qualitativi dell’unità immobiliare, collocare l’immobile nella sottofascia corretta e applicare le maggiorazioni o riduzioni previste, ad esempio per durata superiore, classe energetica, arredo, nuova costruzione, ristrutturazione o specifiche clausole contrattuali.

Il risultato deve poi essere verificato rispetto alla tipologia contrattuale scelta: 3+2, transitorio, studenti universitari, locazione parziale o altra fattispecie prevista dall’Accordo. In alcune ipotesi è richiesta l’attestazione bilaterale delle organizzazioni firmatarie.

Secondo l’Accordo Territoriale di Torino, la superficie utile convenzionale viene calcolata considerando al 100% i metri relativi all’abitazione; all’80% i metri relativi ai box; al 25% cantine, soffitte, balconi e terrazze; al 10% le aree scoperte ad uso esclusivo, con limite massimo pari alla superficie utile del solo alloggio esclusi i balconi.

Per mansarde o alloggi mansardati, la parte con altezza maggiore o uguale a 1,60 metri viene calcolata al 100%, mentre la parte con altezza inferiore a 1,60 metri viene calcolata al 25%. Le misurazioni sono nette da muri e la metratura calpestabile comprende alloggio, accessori, box, cantine e soffitte.

L’accordo prevede inoltre una tolleranza sulla superficie indicata in contratto: 2% per unità inferiori o uguali a 67 mq e 4% per unità superiori.

Nel caso di locazione di porzioni di immobile, il canone dell’intero appartamento determinato come sopra sarà frazionato in proporzione alla superficie di ciascuna porzione locata, considerando parti e servizi condivisi. I metri quadri relativi alle parti e servizi condivisi verranno imputati in proporzione alla superficie di ciascuna porzione locata.

In questa pagina, nella relativa sezione, è riportato un esempio pratico di calcolo di una stanza come mostrato in precedenza.

Tendenzialmente la risposta è sì, e spesso in misura rilevante, ma non sempre è così: potrebbero esserci alcune eccezioni.

Le agevolazioni fiscali previste per chi applica il canone concordato includono, in primis, la cedolare secca al 10% (tassazione del 10% sul canone anziché l’aliquota IRPEF di appartenenza del locatore), l’assenza di costi di registrazione e ulteriori sgravi su base locale da verificare per ogni Comune.

Va però considerato che il reddito da locazione a cedolare secca viene calcolato al 100% nel reddito complessivo ai fini del possesso dei requisiti reddituali e fiscali, anziché al 95% come nel caso di canone libero. Nella maggior parte dei casi la scelta della cedolare secca al 10% risulta molto conveniente, ma per accertarsi dell'effettivo risparmio fiscale sarebbe opportuno rivolgersi a un professionista.

La possibilità di stipulare un accordo territoriale per l'applicazione del canone concordato è prevista per tutti i comuni, ma non tutti hanno provveduto a farlo. Inoltre, solo i comuni con alta densità abitativa o particolari requisiti possono beneficiare delle agevolazioni fiscali della cedolare secca al 10%.

Come abbiamo visto, il locatore, applicando un contratto a canone concordato, può beneficiare di importanti agevolazioni fiscali. Allo stesso modo il conduttore ottiene un canone tendenzialmente più basso rispetto al valore di mercato, un contratto di locazione il cui contenuto è già stabilito e, soprattutto, il mancato adeguamento ISTAT del canone di locazione, in quanto vietato per questa tipologia di contratti.

No, il testo del contratto di locazione a canone concordato viene stabilito all'interno dell'Accordo Territoriale e non può essere modificato a piacimento. Chi rilascia l'asseverazione ha il compito di verificare anche il rispetto dei requisiti normativi imposti dalla legge.

Il contratto di locazione a canone concordato può essere oggetto solo di aggiunte nella parte relativa a “altre clausole”, dove le parti possono liberamente concordare ulteriori pattuizioni purché non siano contrarie alla legge e non modifichino quanto disciplinato dalla legge n. 431 del 1998 e dall'Accordo definito in sede locale.

Non è vietato, se il contratto e il canone rispettano gli accordi territoriali, ma l'asseverazione rilasciata dall'associazione di categoria sarà successiva alla decorrenza del contratto. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate potrebbe richiamare a tassazione il periodo pregresso. La procedura regolare è avere già l'asseverazione del contratto e del canone al momento della registrazione.

Il canone di locazione non è libero e non può essere diverso dal minimo e massimo risultante dal calcolo rilasciato dall'associazione di categoria. Un canone più alto comporterebbe la perdita dei benefici fiscali e la conversione del contratto in ordinario; un canone più basso, seppur nulla potrà eccepire l'inquilino, potrà essere contestato dall'Agenzia delle Entrate con il recupero a tassazione della differenza.

Il calcolo del canone concordato e il relativo rilascio dell'asseverazione attestante il rispetto dei requisiti di legge è consentito esclusivamente alle associazioni di proprietari e inquilini che risultino firmatarie dell’accordo territoriale del Comune interessato.