Salta al contenuto principale

Locazione Canone Concordato Genova:
Calcolo - Contratto - Registrazione
Accordo Territoriale 2025 - Servizio Online

Asseverazione canone concordato Genova

Offriamo un servizio completo per il calcolo, la verifica e l’asseverazione dei contratti di locazione a canone concordato a Genova, con possibilità di assistenza anche per la redazione del contratto e per la registrazione telematica presso l’Agenzia delle Entrate.

L’intera procedura è gestita completamente online, con affidamento diretto a personale altamente qualificato e un rapporto diretto con il cliente, garantendo un’assistenza continuativa e riscontri immediati tramite email, telefono e chat.
Tutti gli adempimenti sono gestiti in modalità telematica, con concreti vantaggi in termini di rapidità, semplicità operativa e riduzione dei tempi, senza necessità di spostamenti o appuntamenti in presenza, salvo la volontà di confronto diretto in videocall o presso la nostra sede di Roma.
Il cliente invia la documentazione via email, riceve le indicazioni operative e viene seguito in ogni fase: dalla verifica del canone alla predisposizione della pratica e, ove richiesto, alla registrazione del contratto.
La pratica è supervisionata da una struttura composta da avvocati e commercialisti partner, con controllo interno dei profili fiscali, contrattuali e documentali, così da garantire maggiore affidabilità e sicurezza nella gestione dell’operazione.

Il canone concordato nel Comune di Genova è oggi disciplinato dal nuovo Accordo Territoriale sottoscritto il 29 maggio 2025 e depositato il 3 giugno 2025, che ha aggiornato in modo significativo criteri e valori di riferimento.

Il sistema genovese prevede una articolata suddivisione del territorio in numerose zone con specifici valori minimi e massimi €/mq, nonché criteri tecnici puntuali per la determinazione del canone, tra cui:

  • superficie convenzionale dell’immobile
  • fasce di oscillazione e sottofasce qualitative
  • maggiorazioni per arredo e dotazioni
  • disciplina specifica per contratti transitori e studenti universitari

Per questo motivo, il calcolo corretto del canone e la verifica di conformità richiedono un’analisi tecnica puntuale basata sulle regole specifiche dell’accordo locale.

Perché scegliere ISY per Genova

  • Verifica secondo il nuovo Accordo Territoriale Genova 2025
  • Controllo della zona e dei valori minimi/massimi applicabili
  • Valutazione delle caratteristiche dell’immobile e delle sottofasce
  • Assistenza su contratti 3+2, transitori e studenti universitari
  • Servizio online con invio documenti via email
  • Affidamento ad unico referente con contatto diretto
  • Supervisione di avvocati e commercialisti partner
  • Prezzi chiari e predeterminati
  • Possibilità di registrazione telematica del contratto

Costo asseverazione canone concordato Genova

I prezzi del servizio sono gli stessi già applicati per le altre città in cui operiamo. Il costo del servizio per il rilascio dell’asseverazione di un contratto a canone concordato relativo al Comune di Genova è pari a € 150,00 iva compresa.

Qualora sia richiesto anche un supporto qualificato per la compilazione o redazione del contratto di locazione, è previsto un costo aggiuntivo pari a € 50,00. La registrazione telematica può essere gestita su richiesta.
Tutti i prezzi sotto esposti si intendono comprensivi di IVA.

SERVIZIOPREZZO
Attestazione e calcolo Canone Concordato Genova€ 150,00
Attestazione, calcolo e registrazione telematica€ 180,00
Assistenza base compilazione e redazione contratto€ 50,00
Gestione singola pratica telematica presso l’Agenzia delle Entrate
(es. registrazione, recesso anticipato, modifica del canone)
€ 73,20

Accordo Territoriale Genova 2025: cosa cambia per il canone concordato

L’Accordo Territoriale del Comune di Genova del 2025 aggiorna la disciplina locale dei contratti agevolati prevista dalla legge n. 431/1998 e dal D.M. 16 gennaio 2017. Il documento depositato presso il Comune di Genova sostituisce i precedenti accordi e definisce le regole applicabili ai contratti abitativi agevolati, ai contratti transitori ordinari e ai contratti transitori per studenti universitari.

Uno degli aspetti più rilevanti dell’accordo genovese è la zonizzazione del territorio comunale: il Comune è suddiviso in numerose zone, indicate nelle tabelle dell’accordo con codici come B01, C01, D01, R1 e altre articolazioni territoriali. Per ciascuna zona sono previsti valori minimi e massimi annui al metro quadrato, che costituiscono la base di partenza per la determinazione del canone.

Il calcolo non si limita però alla sola zona. Occorre determinare la superficie utilizzabile, verificare il numero di caratteristiche dell’unità immobiliare, collocare l’immobile nella corretta sottofascia e applicare le eventuali maggiorazioni o riduzioni previste dall’accordo. Per questo motivo, una simulazione online è utile come primo orientamento, ma la verifica finale deve essere condotta con attenzione sulla documentazione effettiva dell’immobile.


Come si calcola il canone concordato a Genova

Il calcolo del canone concordato a Genova segue un percorso tecnico articolato. In sintesi, occorre individuare la zona dell’immobile secondo la zonizzazione comunale, determinare la superficie utilizzabile ai fini del calcolo, consultare i valori minimi e massimi della zona, valutare le caratteristiche dell’immobile e collocarlo nella corretta sottofascia. Solo dopo questi passaggi si applicano le eventuali maggiorazioni per arredo, durata superiore, immobili vincolati o altre condizioni previste.

  • zona dell’immobile e tabella valori dell’Accordo Territoriale;
  • superficie utilizzabile e correttivi dimensionali;
  • numero di elementi e caratteristiche dell’unità immobiliare;
  • eventuale arredo completo o parziale;
  • tipologia contrattuale: 3+2, transitorio, studenti, porzione di immobile;
  • verifica finale del canone minimo e massimo ammesso.

Questo rende il sistema genovese diverso da quello di altre città. Non è sufficiente sostituire il nome della città in un modello standard: la pratica deve tenere conto delle regole locali e dei valori specifici dell’accordo depositato nel 2025.


Zone, valori e sottofasce dell’Accordo Territoriale di Genova

L’accordo genovese utilizza una tabella di valori per zona. Ogni zona ha un valore minimo e un valore massimo, espressi su base annua al metro quadrato. La collocazione dell’immobile nella zona corretta è quindi il primo passaggio fondamentale, perché da tale dato discende l’intervallo economico entro cui dovrà essere determinato il canone.

All’interno della fascia di zona l’accordo prevede poi tre sottofasce, collegate al numero di elementi e caratteristiche dell’unità immobiliare. Tra gli elementi considerati vi sono, tra gli altri, impianto di riscaldamento, ascensore, servizi igienici, balconi, doppi vetri, esposizione, stato manutentivo, pertinenze e ulteriori dotazioni indicate nella scheda tecnica allegata all’accordo.

La corretta compilazione della scheda tecnica è essenziale: una caratteristica indicata in modo improprio può alterare il risultato del calcolo e determinare un canone non conforme. Per questo, nella nostra procedura il dato inserito viene verificato alla luce della documentazione disponibile e delle informazioni fornite dalle parti.


Superficie, arredo e maggiorazioni nel calcolo del canone a Genova

L’Accordo Territoriale di Genova disciplina in modo specifico anche la superficie da utilizzare per il calcolo. Il criterio ordinario è quello della superficie risultante dalla visura catastale aggiornata; in mancanza, possono assumere rilievo altri dati documentali secondo le regole dell’accordo. Sono inoltre previsti correttivi per determinate classi dimensionali dell’alloggio.

L’accordo prevede incrementi della superficie per gli alloggi di minore dimensione e una riduzione per gli alloggi oltre una determinata soglia. Questa impostazione consente di adattare il canone alle caratteristiche concrete dell’immobile e di evitare un calcolo meramente aritmetico non coerente con il testo dell’accordo.

Anche l’arredo incide sulla determinazione del canone. L’accordo distingue tra immobile completamente arredato e immobile parzialmente arredato, prevedendo diverse percentuali di incremento. Non basta quindi indicare genericamente che l’appartamento è arredato: occorre verificare se l’arredo rispetta le condizioni richieste dall’accordo.


Durata del contratto: 3+2, transitorio e studenti a Genova

Per i contratti abitativi agevolati ordinari, la formula più utilizzata è il contratto 3+2. L’Accordo Territoriale di Genova disciplina però anche ipotesi di durata superiore, con specifiche maggiorazioni percentuali del canone quando il primo periodo contrattuale supera i tre anni.

I contratti transitori ordinari hanno una durata massima di 18 mesi e devono essere giustificati da specifiche esigenze del locatore o del conduttore. Per gli studenti universitari, l’accordo disciplina i contratti transitori destinati a studenti iscritti a corsi universitari, master, dottorati, specializzazioni o percorsi analoghi, con durata compresa tra sei mesi e tre anni.


Calcolo gratuito online del canone concordato Genova

Per agevolare proprietari, conduttori, agenzie immobiliari e professionisti abbiamo predisposto un programma gratuito per il calcolo del canone concordato a Genova, pensato come primo strumento di orientamento sulla base del nuovo accordo territoriale.

Il risultato del tool ha valore indicativo: consente di ottenere una stima rapida e ragionata, ma non sostituisce la verifica documentale, la corretta compilazione della scheda tecnica e l’eventuale attestazione di conformità rilasciata secondo le modalità previste dall’accordo.


Documenti necessari per ottenere l’asseverazione a Genova

Per procedere correttamente è necessario raccogliere la documentazione utile a verificare zona, superficie, caratteristiche dell’immobile e conformità del contratto. In linea generale sono richiesti:

  • dati catastali dell’immobile, preferibilmente tramite visura catastale aggiornata;
  • informazioni sulla zona dell’immobile e sulle caratteristiche rilevanti ai fini della scheda tecnica;
  • documenti di identità e codici fiscali di locatore e conduttore;
  • Attestato di Prestazione Energetica, se disponibile o necessario per la pratica;
  • contratto di locazione conforme al modello previsto dall’accordo territoriale applicabile;
  • eventuale documentazione relativa ad arredo, pertinenze, interventi o caratteristiche dichiarate;
  • modulistica privacy e conferimento incarico.

Che cos’è il contratto a canone concordato

Il contratto a canone concordato è un contratto di locazione abitativa in cui il canone non viene stabilito liberamente dalle parti, ma deve rientrare nei valori previsti dall’accordo territoriale sottoscritto dalle organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori maggiormente rappresentative.

A fronte del rispetto di tali regole, il locatore può accedere a un regime fiscale agevolato, tra cui, in presenza dei presupposti, la cedolare secca al 10% e le ulteriori agevolazioni previste dalla normativa e dalle delibere locali.


Perché conviene il canone concordato a Genova

Vantaggi per il proprietario

  • Cedolare secca al 10%: tassazione fortemente ridotta rispetto all’aliquota ordinaria (21% o scaglioni IRPEF).
  • Riduzione IMU: l’imposta municipale è ridotta del 25% rispetto all’aliquota ordinaria prevista dal Comune.
  • Agevolazioni IRPEF (in regime ordinario): in assenza di cedolare secca, il reddito imponibile derivante dalla locazione è ridotto del 30%.
  • Imposta di registro agevolata: se non si opta per la cedolare secca, la base imponibile è ridotta al 70% del canone annuo.

Vantaggi per l’inquilino

  • Canone calmierato: l’importo è determinato sulla base di parametri oggettivi stabiliti dagli accordi territoriali ed è generalmente inferiore ai valori di mercato.
  • Maggiore stabilità del canone: in caso di cedolare secca, il canone non è soggetto ad aggiornamenti ISTAT; negli altri casi, gli aggiornamenti sono comunque limitati (di norma al 75%).
  • Contratti standard e più tutelanti: vengono utilizzati modelli ministeriali che garantiscono equilibrio tra le parti e riducono il rischio di clausole non corrette.
  • Detrazioni fiscali: l’inquilino può beneficiare di specifiche detrazioni IRPEF se l’immobile è adibito ad abitazione principale, variabili in base al reddito.
  • Chiarezza sulle spese: la ripartizione degli oneri accessori è definita dalla tabella ministeriale allegata al decreto, riducendo contestazioni tra locatore e conduttore.

Normativa e attestazione di conformità

La disciplina dei contratti a canone concordato deriva dalla legge n. 431/1998 e dal D.M. 16 gennaio 2017. Gli accordi territoriali definiscono, per ciascun Comune, i criteri per la determinazione del canone e le modalità di attestazione della conformità del contratto.

Per i contratti non assistiti, l’attestazione assume particolare rilievo perché certifica la rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all’accordo locale. A Genova, l’accordo 2025 contiene una disciplina specifica sulle modalità di attestazione, sulla scheda tecnica e sulla documentazione da utilizzare.


Locazione di porzioni di immobile e stanze a Genova

L’accordo disciplina anche l’ipotesi di locazione di porzioni di immobile. In questi casi il canone dell’intero appartamento rappresenta il limite complessivo di riferimento e il canone delle singole porzioni deve essere determinato in proporzione alla superficie concessa in uso esclusivo, tenendo conto anche delle parti comuni utilizzate dai conduttori.


Ottieni un preventivo personalizzato

Puoi richiedere assistenza per il canone concordato a Genova inviando la documentazione o descrivendo la situazione dell’immobile. Verificheremo la tipologia contrattuale più adatta, la documentazione necessaria e il percorso operativo per calcolo, asseverazione ed eventuale registrazione telematica.


Ottieni un preventivo personalizzato

info@serviziprofessionali.biz

Servizi Professionali Integrati

Tutti i nostri servizi possono essere erogati anche OnLine da remoto.
Riceverai i tuoi elaborati per email e disponibili nel server condiviso a richiesta.

Visto di Conformità

Visto IVA, Irpef, Irap, Ires.

Cessione Quote SRL

Cessione con commercialista senza notaio.

Canone Concordato

Asseverazione contratti a canone concordato a Roma.

Contabilità

Contabilità ed elaborazione dati contabili.

Payroll

Elaborazione paghe e gestione del personale.

Outsourcing

Esternalizzazione contabilità e paghe.

Calcolo Pensione

Relazione analitica acquisto diritto pensione.

Successione

Dichiarazione di successione e adempimenti connessi.

Conciliazione Sindacale

Accordi sindacali per controversie di lavoro.

Attiva una convenzione

Sei uno studio, un’azienda, un’agenzia immobiliare o un CED che utilizza i nostri servizi più volte l’anno in modo continuativo? Possiamo valutare insieme una convenzione ad hoc, con tariffe dedicate, condizioni agevolate e uno scambio di documenti e informazioni via email o canali digitali, senza vincoli contrattuali rigidi. In base alle tue esigenze individueremo il perimetro dei servizi e le modalità operative più efficienti.


Canone Concordato Genova: domande frequenti

Il contratto di locazione a canone concordato è una formula di affitto in cui il prezzo non è deciso liberamente dal proprietario, ma stabilito entro limiti fissati da accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini. Questi accordi tengono conto della zona, delle caratteristiche e dello stato dell’immobile, garantendo così un canone più equilibrato rispetto al mercato libero.

Si tratta di una soluzione vantaggiosa per entrambe le parti: l’inquilino beneficia di un affitto più contenuto e di maggiori tutele, mentre il proprietario può usufruire di agevolazioni fiscali, come una tassazione ridotta e sconti su imposte comunali. Il contratto ha generalmente una durata di tre anni più due di rinnovo automatico e deve rispettare i parametri stabiliti localmente per essere valido.

Per ottenere un contratto a canone concordato bisogna rivolgersi a un’associazione di proprietari o inquilini firmataria degli Accordi del Comune di riferimento, così da ottenere sia il calcolo del canone a cui affittare l'immobile, sia l’attestazione (asseverazione) per ottenere tutti i benefici fiscali connessi.

La registrazione di un contratto a canone concordato non prevede alcun costo per l'imposta di registro e l'imposta di bollo, in quanto rientra tra le agevolazioni per chi opta per la cedolare secca. È possibile optare per la cedolare secca sia alla registrazione del contratto sia negli anni successivi, in caso di affitti pluriennali. Quando l’opzione non viene esercitata all’inizio, la registrazione segue le regole ordinarie: è importante, pertanto, selezionare l'opzione giusta in fase di registrazione.

Il calcolo del canone concordato prende in considerazione diversi fattori che incidono direttamente sulla determinazione del canone. Innanzitutto bisogna individuare la zona di appartenenza dell'immobile, che corrisponderà a un importo specifico per ogni metro quadro con oscillazione tra minimo e massimo; la scelta all'interno della fascia minima e massima dipenderà dalle caratteristiche dell'immobile in base a quanto stabilito dall'Accordo Territoriale di riferimento (porta blindata, doppi servizi, riscaldamento autonomo, ecc.).

Una volta stabilito l'importo da applicare all'interno della fascia di prezzo, andrà moltiplicato per i metri quadrati della superficie convenzionale dell'immobile, anch'essa calcolata secondo le indicazioni dell'Accordo Territoriale. Ove le parti concordassero una durata contrattuale superiore a tre anni, le fasce di oscillazione dei canoni potranno subire, nei valori minimi e massimi, un aumento del 7% per i contratti di durata di 4 anni, dell'8% per i contratti di durata di 5 anni e del 9% per una durata di 6 o più anni, a valere per l’intera durata contrattuale.

Per gli alloggi completamente arredati l’ammontare del canone effettivo potrà subire un aumento fino al 15%. Per gli alloggi situati al piano seminterrato e per quelli oltre il terzo piano senza ascensore, il valore sarà diminuito di una percentuale pari al 10%; per gli alloggi al piano attico il canone sarà incrementato del 10%. Per classe energetica D, E e F, il canone sarà incrementato del 5%; per classe energetica A, B e C del 10%. In presenza di interventi documentati Ecobonus il valore sarà incrementato del 5%, in presenza di interventi Sismabonus del 10%.

Come da Accordo Territoriale di Roma, al fine della determinazione del canone, la superficie convenzionale, espressa in metri quadrati, è così calcolata:

a) l’intera superficie calpestabile dell’unità immobiliare;
b) non oltre il 50% della superficie delle autorimesse ad uso esclusivo (box); non oltre l’80% in zona “PREGIO”;
c) non oltre il 20% della superficie del posto macchina o autorimesse di uso comune; non oltre il 50% in zona “PREGIO”;
d) non oltre il 25% della superficie di balconi, terrazze, cantine ed altri accessori simili;
e) non oltre il 15% della superficie scoperta di pertinenza dell’immobile in godimento esclusivo del conduttore, comunque non superiore alla superficie calpestabile dell’unità immobiliare;
f) non oltre il 10% della superficie condominiale a verde corrispondente alla quota millesimale dell’unità immobiliare;
g) non oltre il 70% della superficie dei vani con altezza inferiore a m. 1,70;
h) per gli alloggi con superficie interna fino a 46 mq la superficie potrà essere aumentata del 30% fino ad un massimo di 52,90 mq;
i) per gli alloggi con superficie interna superiore a 46 mq e fino a 70 mq la superficie potrà essere aumentata del 15% fino ad un massimo di 70 mq;
l) per gli alloggi con superficie interna pari o superiore a 120 mq la superficie potrà essere ridotta sino ad un massimo del 15%;
m) la superficie convenzionale avrà una tolleranza per eccesso o per difetto sino ad un massimo del 5%.

Nel caso di locazione di porzioni di immobile, il canone dell’intero appartamento determinato come sopra sarà frazionato in proporzione alla superficie di ciascuna porzione locata, considerando parti e servizi condivisi. I metri quadri relativi alle parti e servizi condivisi verranno imputati in proporzione alla superficie di ciascuna porzione locata.

In questa pagina, nella relativa sezione, è riportato un esempio pratico di calcolo di una stanza come mostrato in precedenza.

Tendenzialmente la risposta è sì, e spesso in misura rilevante, ma non sempre è così: potrebbero esserci alcune eccezioni.

Le agevolazioni fiscali previste per chi applica il canone concordato includono, in primis, la cedolare secca al 10% (tassazione del 10% sul canone anziché l’aliquota IRPEF di appartenenza del locatore), l’assenza di costi di registrazione e ulteriori sgravi su base locale da verificare per ogni Comune.

Va però considerato che il reddito da locazione a cedolare secca viene calcolato al 100% nel reddito complessivo ai fini del possesso dei requisiti reddituali e fiscali, anziché al 95% come nel caso di canone libero. Nella maggior parte dei casi la scelta della cedolare secca al 10% risulta molto conveniente, ma per accertarsi dell'effettivo risparmio fiscale sarebbe opportuno rivolgersi a un professionista.

La possibilità di stipulare un accordo territoriale per l'applicazione del canone concordato è prevista per tutti i comuni, ma non tutti hanno provveduto a farlo. Inoltre, solo i comuni con alta densità abitativa o particolari requisiti possono beneficiare delle agevolazioni fiscali della cedolare secca al 10%.

Come abbiamo visto, il locatore, applicando un contratto a canone concordato, può beneficiare di importanti agevolazioni fiscali. Allo stesso modo il conduttore ottiene un canone tendenzialmente più basso rispetto al valore di mercato, un contratto di locazione il cui contenuto è già stabilito e, soprattutto, il mancato adeguamento ISTAT del canone di locazione, in quanto vietato per questa tipologia di contratti.

No, il testo del contratto di locazione a canone concordato viene stabilito all'interno dell'Accordo Territoriale e non può essere modificato a piacimento. Chi rilascia l'asseverazione ha il compito di verificare anche il rispetto dei requisiti normativi imposti dalla legge.

Il contratto di locazione a canone concordato può essere oggetto solo di aggiunte nella parte relativa a “altre clausole”, dove le parti possono liberamente concordare ulteriori pattuizioni purché non siano contrarie alla legge e non modifichino quanto disciplinato dalla legge n. 431 del 1998 e dall'Accordo definito in sede locale.

Non è vietato, se il contratto e il canone rispettano gli accordi territoriali, ma l'asseverazione rilasciata dall'associazione di categoria sarà successiva alla decorrenza del contratto. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate potrebbe richiamare a tassazione il periodo pregresso. La procedura regolare è avere già l'asseverazione del contratto e del canone al momento della registrazione.

Il canone di locazione non è libero e non può essere diverso dal minimo e massimo risultante dal calcolo rilasciato dall'associazione di categoria. Un canone più alto comporterebbe la perdita dei benefici fiscali e la conversione del contratto in ordinario; un canone più basso, seppur nulla potrà eccepire l'inquilino, potrà essere contestato dall'Agenzia delle Entrate con il recupero a tassazione della differenza.

Il calcolo del canone concordato e il relativo rilascio dell'asseverazione attestante il rispetto dei requisiti di legge è consentito esclusivamente alle associazioni di proprietari e inquilini che risultino firmatarie dell’accordo territoriale del Comune interessato.