Le bozze del modello IVA 2026 confermano un’evoluzione ormai evidente: la dichiarazione annuale non è più un mero riepilogo contabile, ma uno strumento centrale di raccordo tra normativa IVA, fatturazione elettronica e controlli incrociati dell’Amministrazione finanziaria.
Impostazione generale del modello IVA 2026
Il modello recepisce in modo organico le novità normative entrate in vigore dal 2025, intervenendo sui quadri delle operazioni attive e passive senza stravolgerne l’architettura. L’obiettivo è rendere immediatamente riconoscibili le operazioni soggette a regimi speciali o a opzioni che incidono sulla responsabilità del versamento dell’imposta.
Servizi di logistica e trasporto: nuove evidenze dichiarative
La novità più rilevante riguarda le prestazioni rese nei confronti delle imprese di trasporto, movimentazione merci e logistica, per le quali è stata esercitata l’opzione che attribuisce al committente il pagamento dell’IVA in nome e per conto del prestatore.
Tali operazioni trovano ora una collocazione dedicata nei quadri VE e VJ, consentendo di distinguere in modo puntuale gli imponibili assoggettati al regime ordinario da quelli con IVA assolta dal committente.
Ricadute operative per imprese e studi
L’introduzione di questi nuovi righi comporta l’esigenza di una contabilità più analitica, coerente con i flussi della fatturazione elettronica e con i versamenti effettuati tramite codici tributo dedicati. La segregazione delle operazioni diventa essenziale anche in ottica di prevenzione dei disallineamenti nei controlli automatici.
Società di comodo: meno forma, più sostanza
Il modello IVA 2026 interviene anche sul tema delle società di comodo, in linea con gli orientamenti della giurisprudenza unionale e della Corte di Cassazione. Viene progressivamente abbandonata la logica delle attestazioni “qualificanti” in dichiarazione, a favore di una funzione meramente informativa.
Le principali semplificazioni
Il rigo VA15 viene ridotto a una semplice barratura per segnalare lo status di non operatività, mentre scompare l’attestazione di operatività dal rigo VX4. Analoghe semplificazioni interessano l’IVA di gruppo, con l’eliminazione del rigo dedicato alle eccedenze di credito delle società non operative.
Conclusioni
Il modello IVA 2026 rafforza l’integrazione tra dichiarazione, dati digitali e controlli di rischio. Per i professionisti si riduce il carico formale, ma aumenta la responsabilità nell’analisi sostanziale delle operazioni e nella corretta gestione del credito IVA.