Con il decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175 il legislatore è intervenuto sul tema del divieto di cumulo tra i crediti d’imposta riconosciuti nell’ambito dei piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0. Per dare attuazione a questo divieto, le imprese sono chiamate a compilare e restituire al GSE una specifica Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio (DSAN), trasmessa via PEC, con cui ricostruire le proprie richieste di agevolazione e scegliere quali crediti confermare.
La DSAN è strutturata in tre tabelle e richiede una ricognizione puntuale di tutti i codici pratica attivi, nonché un’esplicita opzione sulle domande che l’impresa intende mantenere, anche in forma parziale. In questa guida riassumiamo come funziona il modello e come compilarlo correttamente sulla base delle indicazioni operative fornite dal GSE.
1. Cos’è la DSAN sul divieto di cumulo
La DSAN è una dichiarazione con cui l’impresa:
- comunica l’elenco completo delle richieste presentate a valere su Transizione 4.0 e Transizione 5.0;
- individua le pratiche per le quali intende esercitare l’opzione di conferma del credito di imposta;
- distingue gli investimenti non soggetti a cumulo, rispetto ai quali non è necessaria alcuna rinuncia.
La logica è semplice: per evitare che uno stesso investimento generi due agevolazioni non cumulabili, l’impresa deve dichiarare su quali crediti intende effettivamente contare e, di conseguenza, a quali domande è disposta a rinunciare, anche solo in parte.
2. La struttura della DSAN: le tre tabelle
La DSAN è articolata in tre tabelle, ognuna con una funzione precisa:
- Tabella 1 – Ricognizione: inventario di tutte le comunicazioni inviate su 4.0 e 5.0;
- Tabella 2 – Opzione: pratiche per le quali l’impresa esercita l’opzione di conferma del credito;
- Tabella 3 – Esclusione dal cumulo: pratiche che non determinano cumulo con le domande 5.0.
Un aspetto fondamentale: tutti i codici pratica che non compaiono né in Tabella 2 né in Tabella 3 sono considerati automaticamente rinunciati. È quindi essenziale verificare che la dichiarazione sia completa e coerente rispetto alla strategia dell’impresa.
2.1 Tabella 1 – Ricognizione di tutte le comunicazioni
In Tabella 1 vanno indicati, per entrambe le misure, tutti i codici pratica attivi riferiti alla fase in cui si trova la richiesta. L’obiettivo è fornire al GSE il quadro completo delle prenotazioni effettuate dall’impresa.
Per la misura Transizione 4.0 è necessario prestare attenzione a un dettaglio operativo: per ogni investimento va riportato solo il codice relativo alla fase più avanzata del processo. Ad esempio, se per un investimento sono state presentate una richiesta di prenotazione CIBS-a e, successivamente, una richiesta di completamento CIBS-b, in tabella dovrà essere riportato solo il codice di completamento CIBS-b.
2.2 Tabella 2 – Esercizio dell’opzione
La Tabella 2 è il cuore della DSAN. Qui devono essere inseriti esclusivamente i codici pratica per i quali l’impresa intende esercitare l’opzione di conferma del credito di imposta. Di riflesso, le pratiche non elencate in questa tabella (e non inserite in Tabella 3) sono considerate oggetto di rinuncia.
Un aspetto peculiare riguarda gli investimenti inclusi solo parzialmente sia in domande 4.0 che 5.0. In questi casi l’impresa può optare per una conferma parziale del credito 4.0: accanto al codice pratica va riportato, tra parentesi, il valore del credito di imposta per il quale si esercita l’opzione di conferma.
Le regole di compilazione dell’importo sono precise:
- l’importo va indicato al lordo di eventuali altre forme di incentivazione già cumulate;
- non vanno inseriti decimali;
- non vanno usati separatori delle migliaia (punti o spazi);
- non va inserito il simbolo dell’euro.
Esempio: per una conferma parziale pari a 100.000 euro, la forma corretta è semplicemente: CIBS-c (100000).
2.3 Tabella 3 – Investimenti non soggetti a cumulo
La Tabella 3 è dedicata alle pratiche che, pur esistendo, non generano alcun cumulo rispetto alle domande 5.0 per le quali si opta. Vi rientrano quindi gli investimenti:
- totalmente distinti da quelli oggetto di cumulo;
- non ricompresi, neppure in parte, nelle comunicazioni inviate sulla misura 5.0.
Inserire correttamente questi codici consente di segnalare al GSE che, per tali investimenti, non è necessaria alcuna rinuncia e il credito può essere mantenuto per intero.
3. Esempio pratico di compilazione
La guida del GSE propone un esempio concreto utile per comprendere la logica della DSAN.
Si consideri un’impresa con la seguente situazione:
- Transizione 5.0: 2 comunicazioni trasmesse (ad es.
TR5-1eTR5-2); - Transizione 4.0: 5 comunicazioni trasmesse (
CIBS-a,CIBS25-b,CIBS-c,CIBS-d,CIBS-e).
3.1 Investimenti oggetto di cumulo
TR5-1eCIBS-ariguardano il medesimo investimento → si configura un cumulo totale;TR5-2comprende integralmente i beni diCIBS25-be parzialmente quelli diCIBS-c→ cumulo parziale;CIBS-deCIBS-enon presentano alcun cumulo con le domande TR5.
Si ipotizza che il valore complessivo del credito riferibile a TR5-2, CIBS25-b e CIBS-c sia pari a 600.000 euro, di cui 100.000 euro riferiti esclusivamente a beni compresi in CIBS-c e non inclusi in TR5-2.
Obiettivo dell’impresa: mantenere le domande di agevolazione per Transizione 5.0 (TR5-1 e TR5-2), rinunciando alle corrispondenti domande 4.0 riferite a investimenti che determinano cumulo con tali domande, salvo una quota residua per CIBS-c.
3.2 Compilazione delle tabelle nell’esempio
Tabella 1 – Ricognizione
In Tabella 1 l’impresa inserisce tutti i codici relativi alla fase in cui si trovano le richieste su entrambe le misure, senza distinguere ancora tra cumulo e non cumulo. Ad esempio:
- Colonna “Codice TR5”:
TR5-1,TR5-2; - Colonna “Codice TR4.0”:
CIBS-a,CIBS25-b,CIBS-c,CIBS-d,CIBS-e.
Tabella 2 – Esercizio dell’opzione
In Tabella 2 l’impresa inserisce solo i codici per cui intende confermare il credito d’imposta:
- Colonna “Codice TR5”:
TR5-1eTR5-2(che si vogliono mantenere); - Colonna “Codice TR4.0”: indicazione del solo
CIBS-c (100000), a rappresentare la quota di credito 4.0 non compresa in TR5-2 e che si intende confermare.
Ne consegue che:
- per
TR5-1l’impresa rinuncia alla domanda 4.0 corrispondenteCIBS-a; - per
TR5-2l’impresa rinuncia integralmente aCIBS25-be parzialmente aCIBS-c, confermandone solo 100.000 euro di credito.
Tabella 3 – Investimenti non soggetti a cumulo
Infine, in Tabella 3 l’impresa inserisce le pratiche che non danno luogo a cumulo con TR5, nell’esempio:
- Colonna “Codice TR4.0”:
CIBS-d,CIBS-e; - Colonna “Codice TR5”: nessun codice associato.
In questo modo l’impresa comunica al GSE che per CIBS-d e CIBS-e non si configura cumulo e che i relativi crediti possono essere mantenuti integralmente.
4. Checklist operativa per la compilazione
Prima di restituire la DSAN compilata, è utile seguire una breve checklist:
- Raccolta documentazione: elencare tutte le comunicazioni inviate per Transizione 4.0 e 5.0 e verificare lo stato delle singole pratiche.
- Allineamento codici: per la misura 4.0 indicare in Tabella 1 solo il codice relativo alla fase più avanzata (es.
CIBS-banzichéCIBS-a+CIBS-b). - Analisi dei cumuli: verificare per ogni investimento se vi sono sovrapposizioni tra domande 4.0 e 5.0, totali o parziali.
- Scelta delle opzioni: definire quali domande mantenere (4.0, 5.0 o entrambe in parte) in funzione della convenienza economica e delle strategie aziendali.
- Compilazione Tabella 2: riportare con precisione i codici e, in caso di conferma parziale, gli importi nel formato richiesto.
- Compilazione Tabella 3: elencare gli investimenti che non determinano cumulo, in modo da non perdere alcun credito spettante.
- Verifica finale: controllare che tutte le pratiche di interesse compaiano in Tabella 2 o Tabella 3, per evitare rinunce involontarie.
5. Conclusioni
La DSAN sul divieto di cumulo tra i crediti d’imposta dei piani Transizione 4.0 e 5.0 rappresenta un adempimento fondamentale per evitare sovra- agevolazioni e possibili contestazioni future. Una compilazione accurata consente all’impresa di:
- mantenere i benefici fiscali più convenienti, nel rispetto del divieto di cumulo;
- formalizzare in modo chiaro le opzioni di conferma o rinuncia, anche parziale;
- comunicare al GSE un quadro completo e coerente delle proprie richieste di agevolazione.
In caso di situazioni complesse (investimenti frazionati, più codici riferiti allo stesso bene, cumuli parziali) può essere opportuno affiancare alla DSAN una ricostruzione interna di dettaglio delle singole voci, a supporto delle scelte dichiarate e di eventuali controlli successivi.